Solo Software Libero nella scuola!

Da aptiva.
Versione delle 10:24, 5 giu 2014, autore: Renzo (Discussione | contributi)

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Indice

Cosa e' la scuola

  • E' un servizio pubblico (nella maggior parte dei casi e' un Ente Pubblico).
  • Trasmette conoscenza (doveri didattici)
  • Diffonde e trasferisce conoscenza (doveri verso il territorio)

alcuni cattivi pensieri sulla Scuola

  • E' importante solamente ridurre i costi.

FALSO: Si possono creare maggiori costi futuri per la comunita'.

  • La scuola deve seguire le esigenze delle aziende

FALSO: Le aziende spesso non evolvono autonomamente, e' la scuola (imparando dalla ricerca universitaria) che deve fornire alle aziende giovani preparati per le esigenze di domani, non per le esigenze di ieri e di oggi.

  • Le Scuole sono aziende.

FALSO.... le scuole pubbliche non sono aziende.

Aziende e Enti Pubblici Sono completamente diversi.

Le Aziende devono massimizzare il reddito per gli azionisti mentre gli Enti Pubblici devono fornire servizi ai cittadini. Gli enti pubblici non hanno reddito, devono minimizzare gli sprechi e massimizzare la quantita' e qualita' dei servizi.

Anche il ruolo dell'Imprenditore e' completamente diverso da quello di un Pubblico Funzionario. L'imprenditore deve portare avanti gli interessi della propria azienda Il pubblico funzionario rappresenta lo Stato e deve portare avanti gli interessi del cittadino e difenderlo dagli interessi delle aziende.

Pubblici funzionari e imprenditori sono parti contrapposte nell'esercizio delle rispettive funzioni.

C'e' una differenza fondamentale: Gli errori degli imprenditori vengono pagati dall'economia aziendale. Gravi errori possono portare al fallimento. Gli errori dei funzionari pubblici vengono pagati dalla comunità.

Libertà = Indipendenza

I costi di switch del software sono i costi per cambiare una soluzione. Il costo di switch in uscita è raramente tenuto in considerazione nelle scelte. Il Lock-in tecnologico è l'obbligo di usare una soluzione (spesso obsoleta e/o più costosa) derivato da un alto costo di switch. Il Lock-in limita la concorrenza e quindi rende le aziende meno competitive. Nelle Pubbliche Amministrazioni il lock-in crea dipendenze, quindi genera sprechi economici.

Esistono vari tipi di lock-in. Alcuni sono naturali (costa anche modificare il numero di telefono del centro di assistenza o interfacciarsi con una nuova azienda).

Nei Software proprietario ci sono lock-in cattivi. Per esempio i servizi (aggiornamenti, bugfix etc) sono forniti in regime monopolistico, vi sono pericoli alla continuità di servizio(le software house possono anche fallire!), l'uso di Standard/Formati/Protocolli proprietari puo' limitare l'interoperabilita' e questo puo' comportare un effetto domino (un certo programma non si puo' cambiare perche' se ne dovrebbero cambiare altri cento), vi sono costi di uscita per conversione dati e questo costo e' progressivo (monotono crescente, piu' a lungo si e' usato un programma piu' dati da convertire ci saranno), costi indotti per scelte obbligate dal fornitore di servizio, carenze di interoperabilità come scelta commerciale, obsolescenza programmata.

Alcune esigenze specifiche delle PA

Roberto di Cosmo in un suo seminario ha fatto l'esempio di tre esigenze specifiche della pubblica amministratione.

  • Archiviazione a lungo termine, integrità dei dati
  • Sicurezza e riservatezza (rispetto della privacy)
  • Dovere di trasparenza

inoltre il prof di Cosmo ha affermato che occorre che la P.A. applichino l' ECUMENISMO TECNOLOGICO, non devono discriminare i cittadini a seconda delle loro scelte.

Prima esigenza: Archiviazione a Lungo Termine

Una P.A. non puo' perdere i dati che gestisce. E' tecnicamente impossibile senza un formato di dati chiaramente specificato. Ma non c'è alcuna garanzia in pratica senza il codice sorgente del software che ha generato i dati. Le specifiche potrebbero sempre essere incomplete o imprecise.

Seconda esigenza: Sicurezza e Riservatezza E' tecnicamente impossibile senza un accesso illimitato al codice sorgente di tutto il software usato per realizzare il sistema informativo; non basta vedere il codice sorgente del programma applicativo, ci vuole quello del compilatore, del Sistema Operativo, delle librerie, etc. Il sistema deve poter essere rigenerato da completamente a partire dai sorgenti. Il Software deve essere verificabile (e non certificato).

Terza esigenza: Accessibilità per tutti Non c'è alcuna garanzia in pratica senza :

  • il diritto di vedere il sorgente dei programmi che manipolano i dati,
  • il diritto di modificare e distribuire liberamente il programma,
  • il diritto d'utilizzare senza restrizioni i formati dei dati e i protocolli di comunicazione che utilizza.

Il software libero è trasparente.

Nel software libero si retribuisce il lavoro, il costo del lavoro è valutabile in modo trasparente. La correlazione fra costo di una licenza di uso e il valore intrinseco del software proprietario è opaca. Il pubblico funzionario deve sempre cercare la trasparenza dei suoi atti.

Libertà = Interoperabilità

Il software libero può sempre essere modificato per rimuovere vincoli di compatibilità. MA: i programmi liberi hanno tutto l'interesse a interoperare con altri programmi INVECE: i programmi proprietari possono creare indebiti guadagni proprio limitando l'interoperabilità

Comunità = Qualità e Convenienza

Quanti “gestionali per la segreteria”, “programmi per la contabilità”, “programmi per l'inventario”, “programmi per la registrazione delle assenze”, sono stati pagati (dai contribuenti!) per tutte le Scuole italiane? Tanti, troppi. Ne bastavano pochi, liberi.

Un programma libero usato da tanti ha meno errori perché in tanti hanno interesse a mantenerlo aggiornato e sicuro.

L'Università e il territorio

Esiste un triplo filo che lega l'università al suo territorio.

  • I nostri laureati devono avere una conoscenza che renda le nostre aziende libere da vincoli esterni
  • Le nostre collaborazioni devono incitare le aziende alla libera concorrenza, e dare loro gli strumenti per vincere in una competizione leale
  • L'università come utilizzatore dei servizi delle aziende sul territorio, deve orientarsi a chiedere ciò che rende le aziende libere da vincoli economici e di evoluzione

A scuola il nostro dio e' Galileo

Se oggi doni un pesce a un affamato lo sfami per un sol giorno, se invece gli insegni a pescare lo sfami per tutta la vita

La scuola deve sempre partire dalla Scienza, la terra fertile della conoscenza. Deve insegnare a pescare... Il “pesce” della tecnologia sfama oggi ma è una conoscenza sterile se non basata sulla Scienza.

La scuola non può chiedere atti di fede, solo atti di scienza, quindi nessuna conoscenza deve essere negata alla curiosità degli studenti e degli studiosi, altrimenti si spegne la passione verso la scienza.

Il software proprietario nega questo diritto.

La scuola deve essere Super Partes

La scuola lavora al solo servizio della conoscenza. Una scuola che diventasse mezzo pubblicitario per aziende perderebbe ogni credibilità: si diffonderebbe il dubbio che la didattica e la ricerca vengano focalizzate per difendere solo interessi economici. Con il software proprietario di fatto la scuola fa pubblicità alle aziende editrici del Software La situazione diventa gravissima nei settori dove contribuisce a mantenere situazioni dominanti sul mercato.

Libero Software per formare Liberi Cittadini

La scuola non deve usare la didattica per generare dipendenze culturali. La Scienza crea libertà, la didattica della tecnologia fine a se stessa crea dipendenze. e.g. la patente per l'uso del computer: Inutile:un word processor non è più difficile da usare di un telefonino, ogni studente capace di intendere e volere sa usare l'uno e l'altro (o sa cercare su Google o Wikipedia come fare) Dannosa: genera l'idea che ci sia il modo “ufficiale” di fare le cose, quindi genera dipendenza. Non è una attivita didattica: è ammaestramento. Diffondere la dipendenza da software proprietario è come far contrarre un debito ai propri studenti, quindi alla società. E' come aumentare il debito pubblico.

Effetti collaterali del Software Libero nella didattica

  • Educazione alla collaborazione (per una vera e sana globalizzazione)
  • Educazione alla leale competizione sul merito e sulla conoscenza
  • Eliminazione di discriminazioni nell'accesso al software (Diritto allo Studio)
  • Educazione ad essere attivi nella società (cittadini, protagonisti) e non passivi (consumatori, spettatori)
  • Potenzialmente minori costi (tutti i costi delle licenze d'uso vengono azzerati). Si spostano comunque da costi improduttivi (spesso importazioni immateriali) a costi di lavoro nel territorio, i.e. Posti di lavoro per i nostri laureati.

Libero Software in Libera Scienza

Nell'ambito della ricerca scientifica il conflitto con il software proprietario è palese. Il metodo scientifico prevede la che gli esperimenti possano essere ripetibili per poter verificare la validità delle teorie. Il software proprietario contiene conoscenza nascosta e quindi invalida il metodo scientifico.

Cosa dicono gli editori di software proprietario

Esempi tipici di false motivazioni a favore del software proprietario:

  • Il software proprietario crea posti di lavoro sul territorio (posti “controllati” dall'editore)
  • Sostituire il software proprietario con il software libero costa (non sono stati considerati i costi di uscita)
  • Il software proprietario e' interoperabile, cioè compatibile con le altre applicazioni (l'editore ha esattamente l'interesse contrario)
  • Ci sono tante esperienze di “collaborazione”, anche con enti pubblici, centri con Università (le collaborazioni sono sempre finanziate da noi).
  • Che il software libero costa forse di più (in teoria poterebbe anche accadere, ma i valori in gioco sono molto più alti)

Non lasciatevi convincere!

Le aziende non sono enti di beneficenza: il conto da pagare lo presentano sempre!

Uno che non ha compreso (o forse si'?)

L'ex ministro Brunetta ha detto:

Apprendo dal vostro quotidiano che soffrirei «di una forma acuta di soggezione» nei confronti di Microsoft, tanto da aver sottoscritto circa un mese fa un accordo grazie al quale la corporation americana si impegna a sostenere gratuitamente - ripeto: gratuitamente - il Piano del MIUR e il Piano eGov2012 per la scuola del Ministero per la Pubblica amministrazione e l'Innovazione. Al riguardo è senz'altro utile ricordare ai vostri lettori che la firma di questo protocollo prevede che Microsoft si impegni gratuitamente - ripeto ancora: gratuitamente - a fornire software alle scuole, a promuovere iniziative di formazione sulle nuove tecnologie, a sostenere progetti per ridurre il digital divide nelle istituzioni scolastiche, a contribuire a innovare attraverso l'uso della tecnologia la didattica e i processi di apprendimento degli studenti. Il protocollo prevede altresì un impegno ulteriore di Microsoft a favore delle istituzioni scolastiche dell'Abruzzo. E' sudditanza utilizzare in questo modo il patrimonio di Microsoft per modernizzare la scuola italiana e sostenere il rilancio delle strutture scolastiche abruzzesi colpite dal terremoto? Non credo. Ma anche se così fosse, allora che sia la benvenuta.

Questa affermazione e' pericolosa per la scuola, sia nel caso che il ministro non abbia ben chiaro il problema del software proprietario nella scuola e nell'universita', sia nel caso che l'abbia capito.

Il software proprietario deve venir rifiutato anche quando viene “regalato”. E' come la caramella da uno sconosciuto, c'è sempre un secondo fine.

Il Codice dell'Amministrazione Digitale art 68

Il Decreto-Legge 22 giugno 2012, convertito dalla Legge 7 agosto 2012, n. 134 ha cambiato l'articolo 68 del CAD che ora recita cosi':


Articolo 68.

Analisi comparativa delle soluzioni.

1. Le pubbliche amministrazioni acquisiscono programmi informatici o parti di essi nel rispetto dei principi di economicità e di efficienza, tutela degli investimenti, riuso e neutralità tecnologica, a seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le seguenti soluzioni disponibili sul mercato:

a) software sviluppato per conto della pubblica amministrazione;

b) riutilizzo di software o parti di esso sviluppati per conto della pubblica amministrazione;

c) software libero o a codice sorgente aperto;

d) software fruibile in modalità cloud computing;

e) software di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d'uso;

f) software combinazione delle precedenti soluzioni.

1-bis.A tal fine, le pubbliche amministrazioni prima di procedere all'acquisto, secondo le procedure di cui al codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163, effettuano una valutazione comparativa delle diverse soluzioni disponibili sulla base dei seguenti criteri:

a) costo complessivo del programma o soluzione quale costo di acquisto, di implementazione, di mantenimento e supporto;

b) livello di utilizzo di formati di dati e di interfacce di tipo aperto nonché di standard in grado di assicurare l'interoperabilità e la cooperazione applicativa tra i diversi sistemi informatici della pubblica amministrazione;

c) garanzie del fornitore in materia di livelli di sicurezza,conformità alla normativa in materia di protezione dei dati personali, livelli di servizio tenuto conto della tipologia di software acquisito.

1-ter Ove dalla valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico, secondo i criteri di cui al comma 1-bis, risulti motivatamente l'impossibilità di accedere a soluzioni già disponibili all'interno della pubblica amministrazione, o a software liberi o a codici sorgente aperto, adeguati alle esigenze da soddisfare, è consentita l'acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d'uso. La valutazione di cui al presente comma è effettuata secondo le modalità e i criteri definiti dall'Agenzia per l'Italia digitale, che, a richiesta di soggetti interessati, esprime altresì parere circa il loro rispetto.(191)



Chiaramente la Legge ora obbliga le pubbliche amministrazioni (quindi le scuole pubbliche) all'uso esclusivo di software libero. Le eccezioni sono estremamente limitate: occorre dimostrare *l'impossibilita'* di usare soluzioni proprietarie (NB, impossibilita' non convenienza), o devono essere "sviluppate" all'interno della PA.

Microsoft Office, per esempio, non e' piu' consentito perche' non e' "impossibile" usare LibreOffice in sostituzione. La giustificazione della "impossibilita'" della migrazione perche' LibreOffice non ha la funzionalita' X che piace tanto o perche' ci sono degli script da riscrivere non regge, e' un'arrampicata sugli specchi, perche' la Legge non parla di costi (per minore efficienza o come costi di uscita della precedente soluzione) per usare software libero, dice di usarlo e basta. Anche se il legislatore qui usasse la parola "sviluppate" nel senso di "largamente usate", e' difficile sostenere che il "prezzo" (NB prezzo, non costo) sia inferiore. E' solo un esempio. Questa Legge non penso ammetta tante interpretazioni. Chiede una exit strategy dal software proprietario nella PA.

Comunque la vediate, l'aver tolto il software proprietario come scelta possibile e averlo lasciato solo come eccezione e' un segnale chiaro e inequivocabile.

  • Può l'ente pubblico scuola/universita' usare software proprietario?

NO, deve usare solo software libero

  • Può l'istituzione didattica scuola/universita' usare software proprietario?

NO, deve usare solo software libero

  • Può l'istituzione di ricerca Università usare software proprietario?

NO, deve usare solo software libero

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